Cenni storici
Cenni storici
Si ha notizie della zona di Zello fin dall’epoca romana (vedi “Flaminia minor” di Renzo Calzi – Pontenuovo Editrice Bologna) famosa sia per essere un percorso di accesso alla via Flaminia Minor, sia perché era zona di fabbriche romane.
La via Flamina minor è una antica strada romana che fu costruita dal console Gaio Flaminio nel 187 a.C.. L'itinerario della strada, ancora oggetto di studio, parte dalla antica città di Claterna (i cui resti si trovano nella frazione di Maggio a Ozzano dell'Emilia) per raggiungere la città di Arezzo collegandola con la neonata colonia di Bononia.
La costruzione della strada è contemporanea a quella della via Emilia voluta da Marco Emilio Lepido; il suo scopo era quello di istituire una rete stradale (insieme alla via Emilia) per permettere veloci collegamenti con Ariminum (Rimini) e Arretium (Arezzo), rendere sicuri e stabili i territori emiliani e romagnoli dopo la loro conquista ai danni dei Celti e controllare, inoltre, la dorsale appenninica occupata dalle tribù liguri.
Il nome Flaminia minore o secunda o altera o Flaminia militare, è dovuto alla necessità di distinguerla dalla omonima via Flaminia tracciata nel 220 a.C. dall'omonimo padre Gaio Flaminio per collegare Roma con Rimini.
Il tracciato della strada non si conosce con precisione, soprattutto nei suoi tratti montani. Certamente collegava Bologna e Arezzo passando per i crinali dell'Appennino. Durante il medioevo fu, comunque, utilizzata (per esempio dai numerosi pellegrini di quel tempo che la utilizzavano come variante alla via Francigena) con modifiche al percorso dovute anche all'instabilità dei crinali. Negli anni '70 la strada è stata riscoperta e vi sono alcune ipotesi (anche discordanti) basate su documenti medioevali ed alcuni ritrovamenti archeologici. Alcuni studiosi ritengono che il tracciato utilizzasse il crinale tra i torrenti Savena e Setta verso il passo della Futa. Altri suppongono un percorso sui crinali del torrente Idice e Sillaro verso il passo dell'Osteria Bruciata.
E proprio sopra a Zello, a circa 2 km, nella zona della Palmona, passava la Flaminia Minor
Tutta la popolazione che abitava dal fiume Sillaro verso la Romagna (Castel S. Pietro, Imola, Faenza,…) accedeva alla Flaminia Minor passando da quella che oggi è Via Viara e attraverso Zello.
Quindi Zello veniva ad essere una zona molto trafficata, anche perchè si era creato un centro dove venivano prodotti laterizi e ceramiche. Sembra che questo sia il motivo che ha originato il nome di Villa Sassonero, in quanto lì avevano costruito la loro zona residenziale i proprietari delle fabbriche.
Dopo il periodo romano di floridità, con il venir meno della Flaminia Minor, Zello perde la sua importanza storica e solo nel 1200 viene costruita la casa che, ristrutturata nel 1700, è il monumento storico che possiamo ammirare ancora oggi (vedi foto).
Nel XV° secolo i Benedettini posero a dimora in questa zona, ricca di acque e con terreno sabbioso, un castagneto per alimentare gli abitanti della valle del Sillaro, specie nei periodi di carestie e pestilenze. Ancora oggi il castagneto è rigoglioso, ed alla terza domenica di ottobre si festeggia l’anniversario di un castagno che nel 2006 compie i 478 anni.
